Il 14 gennaio abbiamo incontrato la dirigente della Direzione Regionale Ambiente e Ciclo dei rifiuti, ing. Wanda D’Ercole, per avere risposte e aggiornamenti su alcune rilevanti questioni:
• la messa in sicurezza degli invasi della discarica di Albano attesa da anni,
• la bonifica delle falde idriche pesantemente inquinate da decenni di gestione criminale
• lo stato del procedimento di individuazione delle “aree ad elevato rischio di crisi ambientale”, particolarmente importante alla luce del progetto del mega inceneritore di Roma nel vicino sito di S. Palomba.
Secondo la dirigente il capping definitivo degli invasi della discarica dovrebbe completarsi entro l’estate 2026; per quanto riguarda il procedimento finalizzato alla bonifica dei pozzi e delle falde, tecnicamente in carico al Comune di Albano, le soc. Pontina Ambiente ed Ecoambiente (tuttora sotto interdittiva antimafia) sono state diffidate dalla Direzione Ambiente nel settembre scorso a seguito del ricevimento di una bozza di caratterizzazione idrogeologica del sito giudicata insoddisfacente. In merito alla richiesta di applicazione della legge regionale 13/2029 da parte del Comune di Albano, dopo una prima riunione interlocutoria nei mesi scorsi, lo scorso novembre si è riunito per la seconda volta il tavolo tecnico incaricato di valutare l’esistenza di un’area ad elevato rischio di crisi ambientale nel sito circostante la discarica di Albano. Nell’occasione, ci informa la dirigente, mentre Arpa ha affermato che non ha bisogno di indagini ulteriori su falde ed aria, il Dipartimento Epidemiologico Regionale (DEP), usufruendo di un finanziamento regionale già erogato, ha deciso di fare ulteriori approfondimenti sull’epidemiologia della popolazione residente nel raggio di 5 km intorno al sito di Roncigliano per i prossimi 5 mesi. Notiamo al riguardo che ben due successive indagini di ERAS Lazio, l’ultima del 2022, hanno già evidenziato aumenti significativi dei casi di mortalità e morbilità per la popolazione residente nell’intorno (5 km) della discarica di Albano e di altre del Lazio. In merito all’esito delle altre richieste presentate dai Comuni di Pomezia e Ardea, l’ing. Wanda D’Ercole ha precisato che il procedimento sulle aree a rischio è stato fin dall’inizio esteso al territorio di 4 Comuni, Ariccia compresa, e i siti a “rischio di incidente rilevante” (RIR) entreranno anch’essi nella valutazione finale. Comunque secondo la dirigente anche in caso di esito positivo della valutazione non ci sarebbero effetti sull’iter dell’inceneritore. Riteniamo questa affermazione contradditoria e particolarmente allarmante, considerando che, in base al “principio di precauzione” previsto dalle normative europee, non si possa prescindere dagli effetti devastanti che sarebbero prodotti dal cumulo delle fonti inquinanti nell’area inclusa nella perimetrazione (5km) che comprenderebbe discarica, cogeneratori alimentati dal biogas prodotto dai 7 invasi e inceneritore, benchè esso sia ancora sulla carta.
Unione dei comitati contro l’inceneritore – Coordinamento No Inc Albano e Roma