Partecipiamo alla manifestazione del 23 marzo a Roma

Abbiamo dato vita a mobilitazioni che si sono opposte efficacemente alla costruzione di inceneritori, discariche, impianti a biomasse, a piani di cementificazione per centinaia di ettari, alla cronica mancanza di servizi primari.
Tuttora nei nostri territori incombono impianti impattanti e pericolosi, non ultime le fantasmagoriche previsioni del molto democratico Zingaretti che a Colleferro intende trattare 500.000 tonnellate anno di prodotti da TMB e FARE TANTO BUON METANO per avvelenare coi suoi digestati sterminate superfici agricole, diffondere batteri patogeni ed emissioni le più diverse, recuperando una buona messe di incentivi.

Non crediamo che la nostra conflittualità abbia un senso diverso da chi si oppone al TAV, al TAP, AL TERZO VALICO e a qualunque altra attività grande o piccola finalizzata al profitto dei soliti noti. E’ d’altronde chiaro che ora il sistema di comando si appresta a schiacciare queste lotte.

Per questo riteniamo giusto opporre un fronte ampio alle pretese delle lobby che gestiscono il potere.

Stiamo in piazza in perfetta continuità con quello che facciamo da molti anni. Non ci interessa condividere la lenzuolata di proposte “in positivo” presente nell’appello di convocazione. Sembra, volenti o meno, un programma di governo.
Non vogliamo governare, nè ricevere finanziamenti per interventi benefici, nè sventolare “diritti” astratti, dalla giustizia climatica a scendere.
Di fronte alla crisi economica, politica e sociale del sistema dominante crediamo che sia prioritario far crescere e stabilizzare l’autorganizzazione conflittuale di tutti quelli che, estranei alle logiche del profitto, non accettano più le pretese del primo pescecane che passa, meno che mai quelle dei nuovi ducetti sul mercato.
Non siamo clienti di nessuno, non cerchiamo mance e sbocchi politici immaginari.
Lavoro di massa, coscienza, organizzazione con continuità e determinazione per la salute dei cittadini e dei territori sottoposti a progetti di devastazione e saccheggio che stanno portando il pianeta al collasso.

coordinamento contro l’inceneritore – Albano
assemblea contro la cementificazione – Marino
comitato per il risanamento ambientale (CRA)- Guidonia
comitato alternativa sostenibile – Area metropolitana di Roma – Prenestina – Casilina                                                                                                                                No Ecodistretto – Colleferro

 

Comunicato sul convegno “Rifiuti:facciamo il punto “

Giovedì 21 febbraio si è tenuto presso il comune di Albano laziale il convegno sulla situazione dei rifiuti nella provincia di Roma, anche alla luce delle linee strategiche del prossimo piano regionale dei rifiuti.
Presenti oltre il coordinamento contro l’inceneritore di Albano, il comitato per il risanamento ambientale di Guidonia, il comitato per l’alternativa sostenibile area Casilino-Prenestino, il delegato ai rifiuti del comune di albano Luca Andreassi e il presidente della commissione regionale urbanistica e ambiente Marco Cacciatore. Buona partecipazione dal territorio provinciale e dalla città.
Gli intervenuti hanno preso atto della difficoltà del tribunale di Roma a scrivere le motivazioni della sentenza con la quale ha assolto e/o prescritto il noto Cerroni.
Hanno denunciato la mancata chiusura del percorso di revisione dell’AIA relativa alla discarica di Roncigliano, l’apertura di nuove e improbabili discariche, per esempio quella di inerti presso la sorgente della Doganella, la pervicace insistenza ad aprire il TMB di Cerroni presso l’Inviolata di Guidonia, per cui è prevista una nuova udienza al tribunale di Tivoli ad aprile.
Preso atto che in ampie zone della provincia di Roma la raccolta differenziata ha raggiunto quasi il 70%, rendendo a maggior ragione ingiustificabili discariche, inceneritori e digestori a biomasse, gli intervenuti hanno unanimemente giudicato negativo il documento regionale che precede il piano dei rifiuti.
E’ riprovevole proporre nuove discariche sia nella provincia di Roma che in quella di Latina, oltre ad un nuovo mostruoso impianto a Colleferro che dietro il paravento di un annunciato “recupero di materia” prospetta maxi impianti anaerobici per biometano, biofuel e simili, senza dimenticare i CSS (combustibili solidi secondari) da bruciare nei cementifici.
Le figure istituzionali oltre a sottolineare la felice interazione tra movimenti dei cittadini e scelte “virtuose” delle amministrazioni, nel caso di Marco Cacciatore hanno sminuito il pericolo contenuto nelle linee strategiche regionali, in quanto documento non operativo, oltre a ribadire contrarietà assoluta a discariche, inceneritori e impianti anaerobici.
Notiamo tuttavia come nei giorni successivi consiglieri giubilati del CDA di AMA hanno reso noto che il MISE in gennaio ha inviato a Bruxelles il piano nazionale clima ed energia con l’obiettivo di produrre 1,1 miliardi di m3 di biometano, prodotto appunto con impianti anaerobici, da cui escono inquinanti, digestati velenosi per i terreni e spore di batteri termofili tra i più nocivi.
Si conferma la grande confusione a 5 stelle tra Regione e Governo.
Al termine dell’incontro i convenuti hanno deciso di aderire alla manifestazione nazionale contro le grandi opere prevista per il 23 marzo a Roma.

Condannata la Eco Italia 87 (Gruppo Cerroni) per aver costruito e sviluppato il sesto invaso della discarica dell’Inviolata di Guidonia senza la necessaria autorizzazione paesaggistica

Riceviamo e inoltriamo il comunicato del Comitato per il Risanamento Ambientale di Guidonia

E’ stata emessa la mattina del 4 gennaio la sentenza di primo grado del Tribunale penale di Tivoli sull’annosa vicenda riguardante la discarica dell’Inviolata di Guidonia, gestita dal 1991 dalla Eco Italia 87 srl, una delle tante società facenti capo al gruppo imprenditoriale di Manlio Cerroni. Il giudice Emanuele De Gregorio – che aveva chiesto ed ottenuto di sottoporre il sesto invaso della discarica a provvedimento di sequestro cautelare fin dal 2014, dopo l’esposto da parte di alcune associazioni locali aderenti al Comitato per il Risanamento Ambientale – ha condannato ad un anno di reclusione gli imputati Angelo Deodati, Francesco Rando, Paolo Magrini ed a pagare 20.000 euro di sanzione per aver infranto il dettato normativo che prescrive la necessità di acquisire l’autorizzazione paesaggistica, all’interno della procedura di AIA regionale. Inoltre, ai sensi dell’art. 181 del “Codice Urbani” (il Dlgs 42/2004), gli imputati sono stati condannati alla “rimessione in pristino dello stato dei luoghi a spese del condannato”. Ciò significa che il sesto invaso della discarica (alto ben 147 metri slm e contenente oltre 400.000 metri cubi di rifiuti) dovrà essere trasferito altrove a cura del Gruppo Cerroni. E’ stato anche riconosciuto il diritto al risarcimento del danno da parte del Comune di Guidonia Montecelio, costituitosi parte civile nel processo per un importo pari a 4.500 euro. E’ stata quindi accolta la tesi dei PM (prima Stefania Stefanìa, poi sostituita da Antonio Altobelli) che hanno ripercorso, nella richiesta di rinvio a giudizio e poi in dibattimento, l’iter delle concessioni da parte della Regione Lazio: ai tempi della Giunta guidata da Piero Marrazzo, con la Determina n. B0526 (a firma del Direttore del Dipartimento Territorio, Raniero De Filippis) del 23 febbraio 2009 per il rilascio dell’ Autorizzazione Integrata Ambientale alla Eco Italia 87 per l’apertura del nuovo invaso (il sesto!) all’Inviolata di Guidonia per il conferimento di 380.000 mc di rifiuti urbani, che si aggiungono agli ulteriori 25.000 mc della “variante non sostanziale”; e l’Ordinanza d’emergenza n. Z00002, emessa il 12 agosto 2013 dal vicepresidente regionale, Massimiliano Smeriglio ai tempi della prima Giunta Zingaretti. Entrambe le autorizzazioni sono state bocciate dal giudice amministrativo, sempre su ricorso delle medesime associazioni locali. Continue reading “Condannata la Eco Italia 87 (Gruppo Cerroni) per aver costruito e sviluppato il sesto invaso della discarica dell’Inviolata di Guidonia senza la necessaria autorizzazione paesaggistica”

INCENDIANO IMPIANTI PER FARNE ALTRI

Dopo l’assoluzione di Cerroni dal reato di associazione a delinquere per traffico illecito di rifiuti e altro nel primo processo a suo carico arrivato a sentenza, si è scatenata una sguaiata campagna padronale per il rilancio dell’impiantistica industriale nel trattamento dei rifiuti.
Sarà stata una coincidenza, ma c’è stata.
E’ pur vero che gli incendi di impianti che si occupano a vario titolo di rifiuti, sono iniziati da anni. IL SOLE 24 ORE ha tenuto diligentemente il conto: 348 incendi in tre anni. La combustione del TMB del Salario si collocherà quindi, al 350° posto, circa.

Questa progressione incendiaria ha comportato la pietosa riproposizione di favole con inceneritori, termovalorizzatori, TMB, digestori anaerobici a biomasse, biogas, biometano, prevedendo questi ultimi anche in consorzi pubblici come quello di Colleferro, e così via lucrando e avvelenando. Senza trascurare le buone vecchie discariche.

Al seguito di questa allegra congrega di venditori di pentole, non stupisce che si accodino gli ambientalisti di governo di Legambiente; che vuole moltiplicare gli impianti anaerobici, abominevoli quasi come gli inceneritori.
Vanno segnalati altri intrallazzatori, aspiranti a cogestire la filiera dei rifiuti: Zero Waste ed i loro osservatori comunali alla ricerca anch’essi di incentivi e poltrone, di qualsiasi tipo.
Nella situazione attuale si impone perciò a popolazione e comitati di respingere queste palesi operazioni di aggressione ai territori e alla salute di chi vive nei siti scelti di volta in volta dal pescecane di turno.

RILANCIARE L’ATTENZIONE E LA MOBILITAZIONE DI MASSA CONTRO QUESTE SCHIFEZZE PER L’AUTORGANIZZAZIONE POPOLARE

COORDINAMENTO REGIONALE ENERGIA RIFIUTI

 

Le Toghe nere hanno assolto Cerroni

Lui è il benemerito della nazione, noi persecutori ignobili.

Abbiamo assistito ad un differente processo, nei quattro anni e cinque mesi delle 81 udienze… Abbiamo sentito che i funzionari regionali scrivevano le sospensive e le autorizzazioni a casa dell’avv. Presutti, uomo di Cerroni, come è accaduto per l’Inceneritore di Albano. Abbiamo sentito confermare il soprabbancamento di decine di migliaia di tonnellate di rifiuti nella discarica di Roncigliano lucrando sui costi di ammortamento. Nell’ultima udienza ancora è stato confermato che il TMB della Pontina Ambiente, quello bello, andato a fuoco due anni fa, ha prodotto in media tra il 2008 e il 2011 il 6% di CDR invece del 29% previsto nei contratti con i Comuni, che hanno quindi sopportato costi con dovuti. E’ stato assodato che in discarica è stato stoccato di tutto, compreso il CDR non accettato per la combustione, o prodotto in eccesso. E’ provato che COLARI ha fatto sparire in discarica 1,3 milioni di materiali di scavo ai Monti dell’Ortaccio, senza uno straccio di autorizzazione. E si potrebbe continuare…

Ma i giudici hanno ritenuto irrilevante tutto ciò, compresa la “coda alla vaccinara” del fu Di Carlo; ma neanche hanno visto Fegatelli (Regione), sempre accanto a Rando (COLARI) in aula, piegato in modo riconoscente davanti al padrone. I Tribunali non sono interlocutori buoni degli interessi del popolo lavoratore; oggi siamo confermati in questo giudizio: TRA CANI NON SI MORDONO, o meglio: TRA GIUDICI E PADRONI C’E’ UNA INSUPERABILE OMOGENEITA’ DI INTERESSI E DI CLASSE.

Adesso la Prefettura revocherà l’interdittiva antimafia al Gruppo COLARI di Cerroni che ricomincerà la sua corsa in vista del Nuovo Piano Regionale dei Rifiuti.

Qui da noi abbiamo da controllare bene quello che accadrà a Roncigliano e a tutti i progetti vicini: Colle del sole (Aprilia) Montagnano (Ardea) Torre Maggiore (Pomezia) ma anche Colleferro.

Conoscevamo i nostri nemici, adesso li conosciamo meglio.

NON MANCHERA’ MAI LA NOSTRA OPPOSIZIONE

Coordinamento contro l’inceneritore di Albano

Comunicato sull’ incontro con l’ing. Flaminia Tosini

Il 24 settembre abbiamo incontrato la responsabile della Direzione Regionale Ambiente e Rifiuti, ing. Flaminia Tosini per porle precise domande sulle tante criticità, tutt’ora immutate, prodotte dalla dissennata gestione della discarica Pontina Ambiente di Albano Laziale e sulla possibilità che riapra il conferimento dei rifiuti nel VII invaso.
Alle domande sulla mancata caratterizzazione delle falde, sulla bonifica dei pozzi inquinati e dei vecchi invasi, sulla realizzazione dei nuovi pozzi spia previsti, sulla captazione ridicola del biogas e del percolato, sui controlli delle emissioni degli impianti di combustione del biogas e di quelle diffuse, sui mancati o ridotti controlli di Arpa delle acque di falda, sono seguite risposte elusive, reticenti o non risposte.
Abbiamo il documento regionale che testimonia i suoi contatti con Rida e Pontina Ambiente per riaprire il conferimento nel sito di Roncigliano ma lei ha glissato, non mancando di farci sapere che ritiene necessarie altre discariche. Ecosicura attende con ansia.
Sul punto mancate bonifiche e caratterizzazione idrogeologica si è ripetuta la collaudata tecnica dello scarica barile verso altra Direzione Regionale, Città Metropolitana e Comune di Albano. Continue reading “Comunicato sull’ incontro con l’ing. Flaminia Tosini”

Comunicato discamping 2018

Sabato 21 e domenica 22 luglio si è svolto presso il villaggio Ardeatino nel comune di Ardea, nelle immediate vicinanze della discarica di Albano – Roncigliano, il nono discamping contro tutti gli inceneritori, discariche, centrali a biomasse. Anche quest’anno la partecipazione sia alle assemblee che ai momenti di socialità ha confermato la determinazione a proseguire la mobilitazione contro tutte le confraternite industriali vecchie e nuove sempre intenzionate a lucrare sulla gestione dei rifiuti calpestando le più elementari necessità delle popolazioni vicine o meno agli impianti.

Oltre alle realtà rappresentate nel Coordinamento hanno preso parola compagni da Guidonia, Gallicano (Coord. Rifiuti Energia Lazio) e da Pomezia; la due giorni di quest’anno, inoltre è caduta in concomitanza delle fasi conclusive del  processone contro il clan Cerroni, dove abbiamo incassato vergognose provocazioni, soprattutto da parte dell’avvocato Diddi, e di una serie di nervosi provvedimenti regionali che non lasciano intravvedere nulla di buono.

Oltre al sostegno alla vertenza sorella contro la cementificazione di Marino-Divino Amore, gli impegni per il prossimo futuro prevedono l’opposizione alla colmatura del VII invaso di Roncigliano, alla apertura della discarica ECOSICURA di Casalazzara-Aprilia, al rivisto progetto, ora biometano, della SUVENERGY in Torre Bruno – Ardea, mentre sul versante di Colleferro oltre alle note vicende dell’inceneritore e della discarica Colle Fagiolara in riapertura, si annuncia, con la benedizione della giunta Sanna e soci un nuovo progetto a recupero di energia da biogas molto verde e molto infame che si aggiunge al “bio”metano di Artena.

Rimangono le piccolezze locali: partenza del cantiere per le fogne a villaggio Ardeatino-Montagnano, ripresa dei contatti con Acea per portare finalmente l’acqua pubblica, i servizi minimi cancellati dalla nuova giunta grillina di Ardea a partire dagli scuolabus.

La continuità di questa esperienza anche se di dimensioni non oceaniche e con risultati economici minimi, rimane esemplare.

Coordinamento contro l’inceneritore di Albano