Gravi intimidazioni nei confronti dei e delle militanti della Rete Ecologista dei Castelli Romani e del No Inc/Presidio Permanente lotta contro la discarica

Nella giornata di ieri il Commissariato di Genzano Di Roma ha fatto fioccare denunce nei confronti dei cittadini e delle cittadine  macchiatisi della “grave” colpa di aver provato a contestare il sostegno del Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti al mortifero progetto di Gualtieri, durante l’iniziativa organizzata dai GD di Genzano dello scorso 29 luglio, tra l’altro da lui disertata. Il reato contestato è l’art.18 del TUPS del 1932, “manifestazione non autorizzata”, un testo fascista, antidemocratico ed incostituzionale di cui le forze di polizia hanno approfittato per reprimere il legittimo dissenso di chi lotta per difendere il proprio territorio. Queste denunce pretestuose rafforzano la nostra convinzione di essere dalla parte giusta e non fermeranno la nostra azione, volta a far avvicinare sempre più persone alla battaglia per la chiusura della discarica e contro il progetto di inceneritore di Gualtieri.

Nessuna resa, nessun passo indietro, la lotta non si ferma.

 

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Hanno superato ogni limite!rifiuti radioattivi romani spediti in regalo alla popolazione di Roncigliano e dintorni

Mentre il commissario al giubileo Gualtieri in combutta con Cingolani, Zingaretti, PD e soci e con la benedizione di quel viscido arcipelago di affaristi, lobbisti e finti transizionisti cancella il porta a porta a favore del dissennato progetto di incenerire 600 mila tonnellate di rifiuti a S. Palomba, nonché digerire 240 mila tonnellate di rifiuti organici per fare metano, BEN QUATTRO TIR nel giro di otto giorni, ovvero da quando i TMB che ingoiano la monnezza romana hanno ripreso a spedire oltre mille tonnellate al giorno di schifezze indifferenziate ad Albano, HANNO FATTO SCATTARE L’ALLARME CHE SEGNALAVA LA PRESENZA DI RIFIUTI RADIOATTIVI. Tutto sarebbe tranquillamente passato sotto silenzio senza la rinnovata e preziosa vigilanza del presidio permanente che decine di cittadini portano avanti giorno dopo giorno davanti ai cancelli. La stessa vigilanza e controllo quotidiano che negli otto mesi precedenti ci ha permesso di vedere, filmare e denunciare l’inverosimile, sacchette intere, pezzi di divani e poltrone, pneumatici auto, passeggini e materassi, rifiuti fumanti, da ultimo rifiuti radioattivi, lo schifo assoluto. Tutto dettagliato in esposti alle Procure di Roma e Velletri e in documenti e video di denuncia inviati ai Sindaci, alla CMRC e al Prefetto, che languono in qualche cassetto. Non e’ sopportabile che continui questo miserabile attentato alla salute e alla vita delle migliaia di persone coinvolte dalle infami scelte del sindaco di Roma.

DOMANI 19 LUGLIO ORE 21 – ASSEMBLEA PUBBLICA STRAORDINARIA DAVANTI AI CANCELLI DELLA DISCARICA

VENERDÌ 22 LUGLIO ORE 18 –MANIFESTAZIONE CON CORTEO AD ALBANO –

Comunicato sulla riapertura della discarica

LA RIAPERTURA DEL VII INVASO DELLA DISCARICA DI RONCIGLIANO DOPO 8 MESI DI ORDINANZE COMMISSARIALI RAGGI -GUALTIERI OLTRE AD ESSERE UN INFAMIA, SOTTO IL PROFILO SANITARIO E AMBIENTALE, VIOLA QUALSIASI, SEMPRE SVENTOLATA, LEGALITA’

All’atto del sequestro dell’11 marzo scorso erano state abbancate in regime di deroga circa 100mila t di rifiuti, quindi erano state largamente superate le 87mila t dichiarate nel piano regionale dei rifiuti come residuo dopo l’incendio del TMB al servizio del quale operava la discarica.

Già solo per questo la discarica oggi gestita da ECOAMBIENTE si troverebbe in assenza di AIA che nel 2009 indicava in 500mila mc ovvero 450mila t i termini dell’autorizzazione.

Oggi si dice che utilizzando l’intervento del tristemente noto prefetto Piantedosi, oppure del padre eterno in persona, si potranno superare tutti gli impedimenti per il riavvio del VII invaso di Albano e per il TMB di Guidonia.

Tuttavia lo scorso 22 febbraio la regione aveva ripreso la revisione dell’AIA con appena 6 anni di ritardo. Nella conseguente conferenza dei servizi si prendeva atto della disperata situazione delle falde idriche, della mancata stabilizzazione dei rifiuti non corrispondenti neanche ai codici delle ordinanze commissariali, ma per di più veniva esibito un parere dell’avvocatura regionale che confermava la vigenza dell’interdittiva antimafia per il gruppo COLARI, PONTINA AMBIENTE compresa, ove venivano indicati come illegittimi tutti gli atti intercorsi tra P.A., gruppo Cerroni, Comuni, CMR e Regione dal 2009 ad oggi.

Allora abbiamo a che fare con amministratori e autorità varie come minimo frastornate che adesso lasciano intendere come gli incendi di Roma siano frutto di un progetto terroristico per impedire la costruzione dell’inceneritore di santa Palomba.

Attendiamo che la DIGOS venga a bussare alle nostre porte.

Ma il vero terrore è quello da noi contrastato da decenni che ci vuole imporre comunque discariche, biodigestori, grandi forni che sembrano ”bellissime biblioteche”, mentre continuano a mancare fogne e acqua e ad ammalarsi e morire la popolazione coinvolta. La lotta continua.

Coordinamento contro inceneritore Albano – Presidio permanente contro la discarica 

Comunicato Coordinamento Regionale Rifiuti sul presidio al Campidoglio

 Avremmo voluto un confronto con il Sindaco, in merito alle scelte del Comune riguardanti il piano di gestione del ciclio dei rifiuti , ma così non è stato e ci chiediamo il perché di questo vergognoso silenzio. Come coordinamento dei movimenti e delle real solo alla realizzazione dell’ tà territoriali romane e regionali, che si oppongono non Inceneritore e dei due impianti di biodigestione anaerobica, ma alla complessiva gestione inadeguata e dannosa del ciclo dei rifiuti su scala regionale, abbiamo dato a tutti appuntamento in piazza del Campidoglio proprio per cercare un confronto con il Consiglio comunale, che non si è riunito per fare il “ponte” dei patroni di Roma, e il Sindaco. Il nostro dissenso è rivolto in primis alla logica che spinge il Comune a proporre questa scelta impiantistica, perché va in una direzione contraria ai criteri di sostenibilità ambientale, perché continua a devastare territori già compromessi in termini di salute ambientale e qualità della vita, perché ritiene di chiudere il ci clo dei rifiuti non in modo circolare ma con il solo scopo di togliere l’immondizia dalla strada. Nonostante gli incendi recenti, soprattutto quello al TMB di Malagrotta, che devastano aree della città e che evidenziano l’urgenza di una soluzione complessi va contro l’emergenza climatica la strategia del Comune rimane la stessa. A farne le spese sarà la cittadinanza, saranno le comunità territoriali, le economie locali. Il rischio ambientale di questo piano è certo. Certo anche il cortocircuito tra la popola zione che chiede un confronto legittimo e il Campidoglio che si trincera dietro ferie o impegni più gravosi. Un confronto aperto e pubblico non fa paura ai movimenti che sono forti nelle loro convinzioni, suffragate anche da studi e dati, il legittimo sosp etto è che faccia paura alle Istituzioni. Rinnoveremo la richiesta di incontro senza intermediari con il Sindaco e l’Assessora perché ascoltare i cittadini è un loro dovere. Continueremo la nostra opposizione in ogni territorio e ad ogni livello istituzion ale, Comuni, Città Metropolitana, Regione Lazio, Governo, portando le nostre rivendicazioni a difesa della salute dei territori e contro una gestione dei rifiuti volta alla speculazione economica.

Sabato 25 giugno ore 21,piazza Nervi Roma Due, Santa Palomba

PROIEZIONE SU CARICO INQUINANTE E IMPATTO SANITARIO DELL’INCENERITORE DI GUALTIERI.

Dopo l’incendio del TMB di Malagrotta si è fatta ancora più insistente la pretesa del Comune di Roma di installare nell’area di S.Palomba il maxi inceneritore da 600.000 t/anno presentato come soluzione definitiva della permanente crisi dei rifiuti a Rom a. Con le proiezioni di sabato daremo conto di quanto sia deleterio per la nostra salute questo impianto e quali conseguenze negative produrrà in un territorio già afflitto da guai come la più che quarantennale discarica di Roncigliano con il contiguo TMB peraltro già incendiato sei anni fa. Il camino dell’inceneritore di Gualtieri emetterà centinaia di tonnellate anno di ossidi, emetterà vapori ad alta temperatura che peggioreranno il clima, diffonderà nanoparticelle, diossine e idrocarburi vari Avrà bisogno di una nuova discarica per le ceneri tossiche prodotte dalla combustione. Questo inceneritore sabota l’unica gestione corretta dei rifiuti che è fatta di riduzione a monte, raccolta differenziata PP sempre più attenta, riciclo controllato pubblicame nte e trattamento aerobico dell’umido. Rimane il fatto che S. Palomba non è Roma e la ricerca dell’estremo lembo del comune della capitale per piazzare questa enorme schifezza è la riprova della cattiva coscienza dell’amministrazione romana.

PORTIAMO IL N OSTRO NO ALL’INCENERITORE DI GUALTIERI AL CAMPIDOGLIO,

MARTEDI’ 28 GIUGNO ALLE 16,30 SAREMO SOTTO IL COMUNE DI ROMA. Partirà un pullman dal la discarica di Roncigliano con fermata a Piazza Nervi alle 15,00 sulla base delle adesioni ricevute

Perché diciamo no all’incenerimento dei rifiuti

Che cosa sono gli inceneritori?

Sono impianti industriali che bruciano qualsiasi tipo di biomasse, carta, plastica, stracci, legno, rifiuti urbani indifferenziati, scarti organici industriali, dell’agroindustria etc.

Che cosa sono i “termovalorizzatori”?

Sono inceneritori come gli altri che recuperano parte del calore sviluppato sotto forma di energia elettrica e termica.

E’ vero che gli inceneritori eliminano i rifiuti?

Falso. Nulla si crea e nulla si distrugge. L’incenerimento trasforma i rifiuti, es. quelli indifferenziati urbani, in altri rifiuti solidi, liquidi e gassosi per lo più pericolosi. Produce molecole altamente nocive che non esistono in natura. Incenerire i rifiuti indifferenziati urbani incentiva l’aumento della produzione di rifiuti, disincentivando la riduzione a monte e la raccolta differenziata porta a porta. I gestori hanno tutto l’interesse a mantenere alta la quota dei rifiuti da bruciare lungo tutto l’arco di vita (20-25 anni) degli impianti. Per massimizzare i profitti hanno parimenti interesse ad incenerire materiali ad alto potere calorico, es. plastiche e carta, che in tal modo sono sottratti al riciclo.

Quali sono i nuovi rifiuti e le nuove sostanze prodotte dall’incenerimento?

Le ceneri, pesanti e leggere, sono i rifiuti principali (circa 230-250 kg per ogni tonnellata bruciata), i coadiuvanti chimici usati per assorbire gli inquinanti gassosi, i catalizzatori esauriti, le acque di lavaggio dei fumi, le polveri sottili e ultrasottili emesse al camino e poi gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA), diossine e furani, Sali volatili dei metalli cadmio, mercurio, piombo etc, infine i gas di combustione tra cui gli ossidi di azoto, i biossidi di zolfo e di carbonio. Leggi tutto “Perché diciamo no all’incenerimento dei rifiuti”

Comunicato stampa a seguito del presidio in regione di venerdi 22 aprile

Venerdì 22 aprile oltre duecento cittadini e rappresentanti dei numerosi comitati regionali e romani che da tempo si oppongono al tentativo della dirigenza regionale di asservire la gestione dei rifiuti alla logica del profitto calpestando il diritto inalienabile dei cittadini alla salvaguardia della propria salute, sono confluiti in presidio sotto la sede della presidenza regionale, sostenuti dalla presenza solidale di quanti in Roma e provincia si battono per il diritto all’abitare e per una sanità efficiente, pubblica e umanizzata. In mattinata sono stati ricevuti, in latitanza del presidente Zingaretti e degli assessori Massimiliano Valeriani e Roberta Lombardi, da funzionari della segreteria e dell’ufficio stampa dell’assessore ai rifiuti nonché di quella del capo di Gabinetto. E’ stata contestata la pretesa funzione degli Organi politici regionali di semplice “indirizzo” nelle scelte impiantistiche, sottolineando che il Piano Regionale dei Rifiuti ha di fatto avallato, e le Direzioni amministrative regionali diligentemente hanno di volta in volta autorizzato o in esame (da Anagni e Frosinone a Velletri, Civitavecchia, Tivoli, Albano etc) il trattamento dell’umido mediante digestione anaerobica anziché il compostaggio aerobico e quindi il recupero di energia (da “bio”metano) anziché di materia (compost), contravvenendo all’obbligo di privilegiare quest’ultimo come previsto dalle norme europee. E’ del tutto evidente che l’indirizzo politico regionale, privilegiando tecnologie incentivate che recuperano energia dalle biomasse, si inserisce nella scia di quello governativo che consente alle imprese “verdi” il massimo profitto col pretesto di una inesistente transizione ecologica. Leggi tutto “Comunicato stampa a seguito del presidio in regione di venerdi 22 aprile”

Appello per una manifestazione-presidio contro la politica regionale dei rifiuti. Venerdì 22 aprile alle 10.30 presidenza della regione Lazio, Garbatella

La regione Lazio, l’Area Metropolitana, Roma Capitale alimentano e indirizzano una gestione dei rifiuti basata ancora su discariche, TMB/TBM e inceneritori, che pure avrebbero dovuto dismettere, alla luce del piano dei rifiuti del 2020. Sono invece coerenti col medesimo piano quando autorizzano e/o producono impianti a digestione anaerobica per biometano, che godono di lauti incentivi nazionali ed europei. Dopo la provvisoria chiusura della discarica di Albano-Roncigliano, è ripartita la ricerca di territori ove sversare i milioni di tonnellate dell’indifferenziato romano. Nelle loro intenzioni, Magliano Romano è condannato e una nuova discarica si potrebbe fare nell’area ardeatina-laurentina, dove non mancano discariche di inerti e degrado a pochi passi dai quartieri abitati. Il biometano si può fare, per loro, a Roma nord a Civitavecchia, ancora a Roncigliano, a Velletri e così via. Che il metano, ancorché “BIO”, andrà comunque bruciato e che, insieme ad altre porcherie, gli impianti vomiteranno una melma velenosa, non viene considerato né nocivo, né climalterante. Oggi poi, il biometano è diventato un’arma contro il cattivo metano russo e il suo digestato (fuori controllo), spacciato come ammendante per l’agricoltura, fiero baluardo contro il concime russo, siamo in guerra o no? Quindi, in guerra come in emergenza, sempre autorizzati a procurare «danni irrimediabili e devastanti per l’ambiente e la salute pubblica». Tutte le popolazioni, da Civitavecchia a Guidonia, dai Castelli Romani a Colleferro, da Velletri ad Aprilia, si oppongono a queste scelte, che attentano alla salute umana e animale, alla salubrità dei luoghi e alle locali prerogative decisionali. L’unico modo per trattare i rifiuti è cancellare l’idea di farci business, comunicandolo ad alta voce a Cerroni team, Altissimi, Lozza, ACEA, AMA, Acqua Latina e chiunque altro si lanci in questa terra di nessuno! Riduzione a monte, investire su un piano occupazionale adeguato a supportare la raccolta differenziata spinta, il recupero delle materie, la digestione aerobica e piccoli impianti per l’umido. Non è tutto ma sarebbe un passo avanti.

Coordinamento contro l’inceneritore di Albano – Presidio No discarica Albano

Comitato Risanamento Ambientale

Alternativa Sostenibile

Civitavecchia Bene Comune

Comitato di Rocca Cencia

Aprilia Libera

La Città degli Alberi Aprilia

Rete Ecosistemica Roma

Rete Ecologista Castelli Romani

Insieme per Casal Fattoria IX Municipio

Cava Covalca IX Municipio

Dopolavoro Ferroviario Velletri

Lavoratori AMA – Usb

Associazione Ecologica Monti Sabatini -No Discarica Magliano Romano

Forum Ambientalista ODV Civitavecchia