DOPO IL CORTEO DI ALBANO LA MOBILITAZIONE CONTINUA: VOGLIONO PORTARE ALTRE CENTONOVANTAMILA TONNELLATE DI RIFIUTI!
Per ottenere la chiusura della discarica, la sua bonifica e lo stop al progetto dell’impianto a biometano continuiamo a discutere e ad organizzarci.
Nonostante e contro la proroga dell’ordinanza Raggi da parte del nuovo sindaco Gualtieri, centinaia di persone sono di nuovo scese in strada ad Albano per ribadire non solo la contrarietà agli sversamenti in discarica ma anche per contestare la propaganda istituzionale riguardante la cosiddetta “transizione ecologica”.
La realtà dei fatti la vediamo ogni giorno: si continuano a produrre oggetti inutili e pericolosi che diventano montagne di rifiuti, i quali finiscono direttamente in discarica senza neanche preoccuparsi della loro differenziazione. Le due soluzioni imposte ai territori che subiscono questo pesante inquinamento che si ripercuote sulla salute delle persone e dell’ambiente sono le “buche” e gli “impianti a combustione”. Inoltre, i loro costi vengono direttamente scaricati in bolletta sui consumi di tutti noi e sugli aumenti di ogni genere di prima necessità.
Così, mentre Roma è sempre in “emergenza rifiuti”, la sua provincia si riempie di immondizia e di impianti nocivi, con i comuni limitrofi alla capitale che sperano di non vedersi “assegnate” altre buche da riempire con centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti.
Di fronte a tutto questo, le iniziative di informazione e di lotta non solo non si sono mai fermate, anzi,stanno proseguendo e dovranno continuare ad essere ancora più incisive.
Nel frattempo, ci sono importanti novità che emergono dalla conferenza dei servizi per la revisione dell’AIA e dalla Regione che riconosce la validità dell’interdittiva antimafia e l’impossibilità dello spacchettamento dell’AIA.
Di questo e di altro parleremo in assemblea facendo presente che anche la Città Metropolitana deve muoversi per riconoscere il soggetto inquinatore e che il sindaco di Albano deve esprimere un parere sanitario vincolante all’interno della stessa conferenza dei servizi.
La lotta è lunga ma alla fine, come contro l’inceneritore, vinceremo!
Coordinamento contro l’inceneritore – Presidio Permanente contro la discarica
– Piazzale della discarica di RONCIGLIANO, via ardeatina ore 10.30
Ecoambiente, la società che gestisce il 7° invaso della discarica di Roncigliano, continua a sostenere che l’inquinamento delle falde non dipenda dalla presenza della discarica.


SIAMO VENUTI CON TUTTA LA DETERMINAZIONE CHE CI CONTRADDISTINGUE NELLA CASA DEI CITTADINI A CHIEDERE CONTO AL BUON PADRE DI FAMIGLIA, BORELLI SINDACO DELLA CITTÀ, DI COSA SIGNIFICHI PER LUI IL LONTANO CONCETTO DI DOVERE ETICO E POLITICO DI TUTELA DELLA SALUTE PUBBLICA IN QUALITA DI MASSIMA AUTORITÀ SANITARIA DEL TERRITORIO . Dopo aver atteso per ore che il sindaco venisse a parlare ai cittadini, alla sacrosanta richiesta di un atto coraggioso e doveroso per la salvaguardia del territorio che amministra, il sindaco ha risposto con dei FORSE: FORSE riprenderà in considerazione la delibera di giunta per dichiarare la zona “ad elevato rischio ambientale” FORSE potrà coinvolgere altri sindaci di bacino, se acconsentiranno Unica certezza invece il NO alla richiesta di emettere l’atto di sua esclusiva competenza: l’ordinanza urgente e contingibile di CHIUSURA DELLA DISCARICA che la legge quadro ambientale 152/2006 gli consente di fare. I dati dell’ARPA che attestano l’inquinamento pesante delle falde dovuto alla discarica e la NON CONFORMITA’ dei rifiuti sversati NON BASTANO a dare al sindaco il coraggio di PRENDERE UNA DECISIONE POLITICA. Le procure e i tribunali fanno il loro lavoro, grazie anche e soprattutto all’iniziativa e alle denunce dei cittadini, ma i loro tempi sono spesso lunghi e incerti negli esiti; da un sindaco ci aspettiamo un atto politico immediato a tutela della salute della cittadinanza. NON CI SONO PIÙ SCUSE, NE’ SCORCIATOIE CREDIBILI. SUBITO ORDINANZA DI CHIUSURA IMMEDIATA DELLA DISCARICA DI ALBANO E BONIFICA TOTALE DELL’ AREA!