LA RIAPERTURA DEL VII INVASO DELLA DISCARICA DI RONCIGLIANO DOPO 8 MESI DI ORDINANZE COMMISSARIALI RAGGI -GUALTIERI OLTRE AD ESSERE UN INFAMIA, SOTTO IL PROFILO SANITARIO E AMBIENTALE, VIOLA QUALSIASI, SEMPRE SVENTOLATA, LEGALITA’
All’atto del sequestro dell’11 marzo scorso erano state abbancate in regime di deroga circa 100mila t di rifiuti, quindi erano state largamente superate le 87mila t dichiarate nel piano regionale dei rifiuti come residuo dopo l’incendio del TMB al servizio del quale operava la discarica.
Già solo per questo la discarica oggi gestita da ECOAMBIENTE si troverebbe in assenza di AIA che nel 2009 indicava in 500mila mc ovvero 450mila t i termini dell’autorizzazione.
Oggi si dice che utilizzando l’intervento del tristemente noto prefetto Piantedosi, oppure del padre eterno in persona, si potranno superare tutti gli impedimenti per il riavvio del VII invaso di Albano e per il TMB di Guidonia.
Tuttavia lo scorso 22 febbraio la regione aveva ripreso la revisione dell’AIA con appena 6 anni di ritardo. Nella conseguente conferenza dei servizi si prendeva atto della disperata situazione delle falde idriche, della mancata stabilizzazione dei rifiuti non corrispondenti neanche ai codici delle ordinanze commissariali, ma per di più veniva esibito un parere dell’avvocatura regionale che confermava la vigenza dell’interdittiva antimafia per il gruppo COLARI, PONTINA AMBIENTE compresa, ove venivano indicati come illegittimi tutti gli atti intercorsi tra P.A., gruppo Cerroni, Comuni, CMR e Regione dal 2009 ad oggi.
Allora abbiamo a che fare con amministratori e autorità varie come minimo frastornate che adesso lasciano intendere come gli incendi di Roma siano frutto di un progetto terroristico per impedire la costruzione dell’inceneritore di santa Palomba.
Attendiamo che la DIGOS venga a bussare alle nostre porte.
Ma il vero terrore è quello da noi contrastato da decenni che ci vuole imporre comunque discariche, biodigestori, grandi forni che sembrano ”bellissime biblioteche”, mentre continuano a mancare fogne e acqua e ad ammalarsi e morire la popolazione coinvolta. La lotta continua.
Coordinamento contro inceneritore Albano – Presidio permanente contro la discarica
Avremmo voluto un confronto con il Sindaco, in merito alle scelte del Comune riguardanti il piano di gestione del ciclio dei rifiuti , ma così non è stato e ci chiediamo il perché di questo vergognoso silenzio. Come coordinamento dei movimenti e delle real solo alla realizzazione dell’ tà territoriali romane e regionali, che si oppongono non Inceneritore e dei due impianti di biodigestione anaerobica, ma alla complessiva gestione inadeguata e dannosa del ciclo dei rifiuti su scala regionale, abbiamo dato a tutti appuntamento in piazza del Campidoglio proprio per cercare un confronto con il Consiglio comunale, che non si è riunito per fare il “ponte” dei patroni di Roma, e il Sindaco. Il nostro dissenso è rivolto in primis alla logica che spinge il Comune a proporre questa scelta impiantistica, perché va in una direzione contraria ai criteri di sostenibilità ambientale, perché continua a devastare territori già compromessi in termini di salute ambientale e qualità della vita, perché ritiene di chiudere il ci clo dei rifiuti non in modo circolare ma con il solo scopo di togliere l’immondizia dalla strada. Nonostante gli incendi recenti, soprattutto quello al TMB di Malagrotta, che devastano aree della città e che evidenziano l’urgenza di una soluzione complessi va contro l’emergenza climatica la strategia del Comune rimane la stessa. A farne le spese sarà la cittadinanza, saranno le comunità territoriali, le economie locali. Il rischio ambientale di questo piano è certo. Certo anche il cortocircuito tra la popola zione che chiede un confronto legittimo e il Campidoglio che si trincera dietro ferie o impegni più gravosi. Un confronto aperto e pubblico non fa paura ai movimenti che sono forti nelle loro convinzioni, suffragate anche da studi e dati, il legittimo sosp etto è che faccia paura alle Istituzioni. Rinnoveremo la richiesta di incontro senza intermediari con il Sindaco e l’Assessora perché ascoltare i cittadini è un loro dovere. Continueremo la nostra opposizione in ogni territorio e ad ogni livello istituzion ale, Comuni, Città Metropolitana, Regione Lazio, Governo, portando le nostre rivendicazioni a difesa della salute dei territori e contro una gestione dei rifiuti volta alla speculazione economica.
Venerdì 22 aprile oltre duecento cittadini e rappresentanti dei numerosi comitati regionali e romani che da tempo si oppongono al tentativo della dirigenza regionale di asservire la gestione dei rifiuti alla logica del profitto calpestando il diritto inalienabile dei cittadini alla salvaguardia della propria salute, sono confluiti in presidio sotto la sede della presidenza regionale, sostenuti dalla presenza solidale di quanti in Roma e provincia si battono per il diritto all’abitare e per una sanità efficiente, pubblica e umanizzata. In mattinata sono stati ricevuti, in latitanza del presidente Zingaretti e degli assessori Massimiliano Valeriani e Roberta Lombardi, da funzionari della segreteria e dell’ufficio stampa dell’assessore ai rifiuti nonché di quella del capo di Gabinetto. E’ stata contestata la pretesa funzione degli Organi politici regionali di semplice “indirizzo” nelle scelte impiantistiche, sottolineando che il Piano Regionale dei Rifiuti ha di fatto avallato, e le Direzioni amministrative regionali diligentemente hanno di volta in volta autorizzato o in esame (da Anagni e Frosinone a Velletri, Civitavecchia, Tivoli, Albano etc) il trattamento dell’umido mediante digestione anaerobica anziché il compostaggio aerobico e quindi il recupero di energia (da “bio”metano) anziché di materia (compost), contravvenendo all’obbligo di privilegiare quest’ultimo come previsto dalle norme europee. E’ del tutto evidente che l’indirizzo politico regionale, privilegiando tecnologie incentivate che recuperano energia dalle biomasse, si inserisce nella scia di quello governativo che consente alle imprese “verdi” il massimo profitto col pretesto di una inesistente transizione ecologica.
TANTO TUONO’ CHE PIOVVE….
Ecoambiente, la società che gestisce il 7° invaso della discarica di Roncigliano, continua a sostenere che l’inquinamento delle falde non dipenda dalla presenza della discarica.